La strada di casa

Vi è mai capitato di percepire come molto lungo un percorso sconosciuto e come breve un tragitto della medesima lunghezza ma già conosciuto?

È una domanda che mi sono posta molte volte e spesso sono nate delle conversazioni con amici e parenti sul perché una strada che stavamo percorrendo per la prima volta ci sembrava infinitamente lunga e la meta sembrava essere un’oasi nel deserto, nonostante non fossero oggettivamente molti chilometri.

Ma ci sarà una risposta scientifica?

Ebbene sì, c’è una risposta scientifica. Secondo uno studio del 2025, infatti, inizialmente un percorso nuovo viene percepito come più lungo di quanto lo sia oggettivamente. Successivamente, se la stessa strada viene percorsa molte volte, si avrà la percezione che sia più breve. Tale effetto potrebbe essere spiegato da una “saturazione” delle informazioni dell’ambiente.

Secondo tale ipotesi, le prime volte che percorriamo un tragitto immagazziniamo un’enorme quantità di informazioni sull’ambiente; man mano che aumenteranno le volte di percorrenza, le nuove informazioni diventano sempre meno finché raggiungiamo un punto di saturazione in cui non sono necessarie risorse attentive per cogliere nuove informazioni.

Sono coinvolte aree cerebrali diverse?

Sì, uno studio del 2014 ci mostra che nel percorrere tragitti conosciuti si attivano:

  • la circonvoluzione temporale media,
  • la circonvoluzione frontale media,
  • la corteccia cingolata posteriore;

Mentre per i tragitti appresi di recente, l’attivazione riguarda:

  • il lobo parietale inferiore,
  • il precuneo,
  • il cuneo,
  • il giro paraippocampale,
  • il giro linguale.

Il mio parere

Le strade familiari, così come la strada di casa, molte volte ci suscitano delle emozioni positive e, inoltre, gli stimoli intorno sono iperappresi e li ignoriamo. Quindi non dobbiamo prestargli attenzione, così che nel tragitto spendiamo poche energie cognitive.

Sebbene la strada di casa possa sembrare la più breve, concediamoci di esplorare nuove strade!

Fonti e riferimenti

Boccia, M., Nemmi, F., & Guariglia, C. (2014). Neuropsychology of environmental navigation in humans: review and meta-analysis of FMRI studies in healthy participants. Neuropsychology Review, 24(2), 236–251. https://doi.org/10.1007/s11065-014-9247-8

Seo, K. W., Lee, H. S., & Kim, J. Y. (2025). Spatial Compression in Memory: How Repeated Walks on Familiar Routes Shorten Perceived Distance. Behavioral Sciences (Basel, Switzerland), 15(4), 404. https://doi.org/10.3390/bs15040404